
Beatriz MORALES
COSMOLOGIES OF CARE
Opening martedì 21 luglio 2026
Dalle ore 19.00 alle 21.00
Dal 22 al 26 luglio. Su appuntamento
A cura di Virginie Puertolas-Syn
In collaborazione con Giuliana Schiavone
Nell’ambito della rassegna Puglia Art Project il trullo di Dep Art Out è lieto di ospitare un progetto site-specific dell’artista messicana Beatriz Morales. Visitabile su appuntamento dal 22 al 26 luglio 2026.
Puglia Art Project invita tre artisti contemporanei di rilievo internazionale a confrontarsi con l’identità unica della Puglia: la sua storia millenaria, il suo paesaggio e il delicato equilibrio tra natura e cultura che ne caratterizza il territorio. A ciascun artista è stata data carta bianca, offrendo piena libertà creativa per sviluppare un’opera site-specific ispirata agli elementi fondamentali che definiscono questa regione: il mare, gli alberi e la pietra.
Sviluppato in tre sedi tra Ostuni, Ceglie Messapica e Carovigno, il progetto mette in dialogo Beatriz Morales, Giovanni Ozzola e David Rickard con il territorio pugliese e le sue molteplici stratificazioni: gli uliveti secolari e i muretti a secco, la memoria messapica e mediterranea, la luce intensa e il paesaggio costiero. Attraverso un processo di osservazione e ascolto, gli artisti sono invitati a lasciarsi guidare dai materiali, dalle storie e dalle atmosfere del Sud Italia, trasformandoli in nuove forme espressive.
Curato da Virginie Puertolas-Syn, Puglia Art Project nasce dalla collaborazione con Copperfield (Londra), Galleria Michela Rizzo (Venezia e Milano), Suburbia Contemporary (Barcellona e Lipsia), Galleria 32 (Carovigno), Giuliana Schiavone e Dep Art (Milano e Ceglie Messapica).
Cosmologies of Care
Nel lavoro di Beatriz Morales, colore e materia agiscono come forme di stratificazione, emersione e memoria. Nata a Città del Messico nel 1981, Morales sviluppa una pratica che attraversa pittura, textile art, fibre art, installazione e componenti concettuali, spesso articolandosi in interventi monumentali. L’uso di fibre vegetali e di tecniche tintorie tradizionali preispaniche inscrive la sua ricerca in una relazione profonda tra memoria materiale, paesaggio e trasformazione.
Il nuovo lavoro prende forma in dialogo con il trullo pugliese di Ceglie Messapica, assumendo l’architettura non come semplice contenitore, ma come corpo, soglia e centro di orientamento. L’opera si dispiega attorno e all’interno dello spazio, attivandone la forma circolare come struttura di protezione, ritorno e trasformazione. Il trullo diventa così un punto di intensificazione simbolica, quasi un axis mundi, in cui interno ed esterno, terra e cosmo, radicamento e immaginazione entrano in una relazione dinamica.
Il dialogo tra riferimenti messicani e contesto italiano non si configura come accostamento geografico, ma come risonanza tra paesaggi, materiali e forme archetipiche. In questa trama, il tessile, la ceramica e la materia cromatica agiscono come significanti vivi. Le loro densità, superfici e qualità tattili evocano una dimensione simbolica in cui tecniche ancestrali e linguaggi contemporanei entrano in relazione, mentre il colore si afferma come forza energetica e linguaggio della materia. Il serpente emerge come figura archetipica di rigenerazione, ciclicità e sapere incarnato. La sua presenza mette in relazione verticalità e circolarità, ascesa e discesa, superficie e profondità, suggerendo una concezione del tempo non lineare, fatta di ritorni, metamorfosi e continuità. In dialogo con l’agave, pianta di resistenza e sopravvivenza che attraversa paesaggi mediterranei e messicani e già presente nella ricerca materiale dell’artista, il lavoro apre una costellazione di corrispondenze tra geografie naturali, memorie ancestrali e forme di appartenenza.
Anche la luce partecipa a questa costruzione di senso. L’ingresso rivolto a est, illuminato dalla luce del mattino, e la relazione tra la pietra chiara, il cielo pugliese e il paesaggio di mandorli, ulivi e macchia mediterranea amplificano la dimensione cosmologica dell’intervento. Il luogo diventa così un campo di risonanze tra materia, orientamento, tempo e percezione. Il progetto propone un’ecologia site-specific delle forme, in cui architettura, paesaggio, colore, tessile e simbolo agiscono come forze interdipendenti. La circolarità non è soltanto una condizione spaziale, ma un principio di pensiero, un modo di concepire la cura, la memoria e la rigenerazione oltre modelli lineari del tempo e della visione.
Beatriz Morales (Città del Messico, 1981) vive e lavora tra Berlino e Hidalgo, in Messico. In gran parte autodidatta, ha sviluppato una pratica che fonde una sensibilità astratto-espressionista con materiali artigianali tradizionali, dalle stratificate “pelli” acriliche alla fibra di agave intrecciata. Il colore e il gesto della mancha — la macchia — sono al centro del suo lavoro, che si è evoluto in installazioni immersive di grande scala. Tra le presentazioni recenti figurano il Museo Frieder Burda, Baden-Baden, e una commissione monumentale al museo MACAY di Mérida. La sua monografia Color Archaeology è stata pubblicata da Kerber nel 2021. Tra le mostre recenti: For Your Oceans da Sotheby's, Londra; Bienal Sur, Città del Messico; e Unbound alla Praxis Gallery, New York. Le sue opere sono presenti in collezioni internazionali.
Dep Art OUT
MF22+MG Ceglie Messapica, Provincia di Brindisi
Contrada Marangi – Ulmo
+39 388 8550083
Virginie Puertolas-Syn
Beatriz Morales
www.beatrizmorales. com
L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica.
Beatriz MORALES
COSMOLOGIES OF CARE
Opening Tuesday, 21 July, 2026
from 7 pm to 9 pm
From 22 to 26 July. By appointment only
Curated by Virginie Puertolas-Syn
In collaboration with Giuliana Schiavone
As part of Puglia Art Project, the Dep Art Out trullo is pleased to present a site-specific project by Mexican artist Beatriz Morales, on view by appointment from July 22 to 26, 2026.
Puglia Art Project invites three internationally renowned contemporary artists to engage with the unique identity of Puglia: its millennia-old history, its landscape, and the delicate balance between nature and culture that characterizes the region. Each artist has been given carte blanche, offering complete creative freedom to develop a site-specific work inspired by the fundamental elements that define this territory: the sea, the trees, and the stone.
Developed across three locations between Ostuni, Ceglie Messapica, and Carovigno, the project brings Beatriz Morales, Giovanni Ozzola, and David Rickard into dialogue with the Apulian landscape and its many layers: ancient olive groves and dry-stone walls, Messapian and Mediterranean heritage, intense light, and coastal scenery. Through a process of observation and attentive listening, the artists are invited to be guided by the materials, stories, and atmospheres of Southern Italy, transforming them into new artistic expressions.
Curated by Virginie Puertolas-Syn, Puglia Art Project is realised in collaboration with Copperfield (London), Galleria Michela Rizzo (Venice and Milan), Suburbia Contemporary (Barcelona and Leipzig), Galleria 32 (Carovigno), Giuliana Schiavone, and Dep Art (Milan and Ceglie Messapica).
Cosmologies of Care
In Beatriz Morales’ work, colour and matter operate as forms of stratification, emergence and memory. Born in Mexico City in 1981, Morales has developed a practice that moves across painting, textile art, fibre art, installation and conceptual components, often taking shape through monumental interventions. Her use of plant fibres and traditional pre-Hispanic dyeing techniques inscribes her research within a profound relationship between material memory, landscape and transformation.
The new work takes form in dialogue with the Apulian trullo in Ceglie Messapica, approaching architecture not as a mere container, but as a body, a threshold and a centre of orientation. The work unfolds around and within the space, activating its circular form as a structure of protection, return and transformation. The trullo thus becomes a point of symbolic intensification, almost an axis mundi, where interior and exterior, earth and cosmos, rootedness and imagination enter into a dynamic relationship.
The dialogue between Mexican references and the Italian context is not configured as a geographical juxtaposition, but as a resonance between landscapes, materials and archetypal forms. Within this weave, textile, ceramic and chromatic matter act as living signifiers. Their densities, surfaces and tactile qualities evoke a symbolic dimension in which ancestral techniques and contemporary languages come into relation, while colour emerges as an energetic force and as a language of matter. The serpent appears as an archetypal figure of regeneration, cyclicality and embodied knowledge. Its presence connects verticality and circularity, ascent and descent, surface and depth, suggesting a non-linear conception of time shaped by returns, metamorphoses and continuities. In dialogue with the agave, a plant of resistance and survival that crosses Mediterranean and Mexican landscapes and is already present within the artist’s material research, the work opens a constellation of correspondences between natural geographies, ancestral memories and forms of belonging.
Light, too, participates in this construction of meaning. The east-facing entrance, illuminated by the morning light, and the relationship between the pale stone, the Apulian sky and the surrounding landscape of almond trees, olive trees and Mediterranean scrub amplify the cosmological dimension of the intervention. The site thus becomes a field of resonances between matter, orientation, time and perception. The project proposes a site-specific ecology of forms, in which architecture, landscape, colour, textile and symbol act as interdependent forces. Circularity is not only a spatial condition, but a principle of thought, a way of conceiving care, memory and regeneration beyond linear models of time and vision.
Beatriz Morales (Mexico City, 1981) lives and works between Berlin and Hidalgo, Mexico. Largely self-taught, she has developed a practice that combines an Abstract Expressionist sensibility with traditional artisanal materials, ranging from layered acrylic “skins” to woven agave fiber. Color and the gesture of the mancha—the stain or mark—are central to her work, which has evolved into large-scale immersive installations. Recent presentations include exhibitions at the Frieder Burda Museum, Baden-Baden, and a major site-specific commission for the MACAY Museum in Mérida. Her monograph Color Archaeology was published by Kerber in 2021. Recent exhibitions include For Your Oceans at Sotheby’s, London; Bienal Sur, Mexico City; and Unbound at Praxis Gallery, New York. Her works are held in international collections.
Dep Art OUT
MF22+MG Ceglie Messapica, Provincia di Brindisi
Contrada Marangi – Ulmo
+39 388 8550083
Virginie Puertolas-Syn
Beatriz Morales
www.beatrizmorales. com
The event is sponsored by the Department of Culture of the City of Ceglie Messapica.